La recente adozione dello Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA) negli Stati Uniti ha certamente colto di sorpresa molti appassionati del poker. Tuttavia va tenuto in considerazione il fatto che l'intera industia del gioco d'azzardo online è da tempo racchiusa, in termini di legalità, in una sorta di zona grigia. La vasta maggioranza di chi fa parte di tale industria non avrebbe mai pensato di venire colpita dal bando. Chi avrebbe mai potuto pensare che i legislatori americani avrebbero voluto eliminare una attività in grado di fruttare tali profitti? Un affare prospero che portava la paese così tanti soldi in tasse...


Il fatto curioso è che la nebbia intorno al poker online rimane intatta anche dopo che il bando è entrato in vigore. Per ironia della sorte, il UIGEA proibisce solamente l'attuazione di procedure finanziarie legate al gioco d'azzardo, non il gioco d'azzardo online in sè. Pertanto non è formalmente vero che ai cittadini americani viene proibito di giocare in internet, ma è proibito loro di alimentare i conti di gioco e di ritirare le eventuali vincite.

Facendo un giro tra i blog dove i giocatori discutono le più recenti reazioni al provvedimento, è facile imbattersi in una serie di osservazioni sarcastiche che vanno a colpire anche i membri dell'industria del gioco. Eccone una:

"[...]gli operatori del poker online stanno finalmente facendo ciò che avrebbero dovuto fare cinque anni fa, vale a dire spendere un pochi di soldi per i loro problemi legali. Non so perchè guadagnano miliardi e si permettono di starsene oziosi mentre i politici si muovono contro la loro industria."

Sembra che parte dei giocatori credano che, per anni, gli operatori del poker online abbiano scelto deliberatamente di ignorare i ripetuti segnali di allarme riguardanti il pericolo potenziale alla loro stessa esistenza. Tuttavia, ci permettiamo di credere umilmente che il blogger che abbiamo appena citato non abbia visto la situazione nella sua completezza. Non è che gli operatori delle sale da gioco in internet abbiano deciso deliberatamente di ignorare le previsioni poco favorevoli, si tratta invece del fatto che il colpo è stato davvero improvviso. Di fatto, era talmente imprevisto che alcuni siti web di poker continuano ancora ad accettare puntate da giocatori statunitensi, pensando di non violare la legge.

Ancora, la Poker Player Alliance (PPA) si è occupata di costituire lobby a favore dell'industria del gioco fin dagli esordi. Essendo una organizzazione grassroot, formata da appassionati del poker da ogni angolo degli Stati Uniti, la PPA denuncia ufficialmente che la sua missione è quella di "educare [..] i legislatori, combattere le leggi proibizioniste, e RICHIEDERE le protezioni necessarie per garantire [...] la libertà di divertirsi col gioco del poker, ai tavoli ed online." Pertanto, caro blogger, dovresti informarti prima di asserire che l'industria del gioco si sveglia solo ora per combattere sulle difensive contro i propri oppositori!

 

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